mercoledì 24 agosto 2011

La casta Parmigiana e quella provinciale.


Probabilmente la nostra piccola casta Parmigiana pensa che i cittadini un caffè se lo possono ancora permettere .
Ma un balzello caffè ieri per il comune, un tassina caffè oggi per la provincia, un altro aumento caffè domani ancora per il comune, è normale diventare un po’ nervosi…
Se poi a questo si aggiungono i caffè da pagare ai beneficiati della casta per le loro brillanti scelte, magari si comincia ad andare oltre al normale nervosismo da eccesso di caffeina e ci si inizia a porsi delle sacrosante domande, come, ad esempio: ma il disgoverno della città e della provincia portato avanti dalla coalizione Vignali-Villani-Bernazzoli è proprio così gratuito?
C’e un termine inglese che descrive benissimo la situazione in cui è cresciuta e si è venuta a formare questa classe dirigente, tale termine è: moral hazard.
Wikipedia ne fornisce la seguente definizione:” una forma di opportunismo post-contrattuale, che può portare gli individui a perseguire i propri interessi a spese della controparte, confidando nella impossibilità, per quest’ultima, di verificare la presenza di dolo o negligenza”.

Il contratto è quello che si stipula alle elezioni e la controparte siamo noi cittadini, gli opportunisti di turno?
Beh, fate un po’ voi…
Ora, il giochino del moral hazard col quale si sono relazionati i nostri attuali amministratori ha funzionato benissimo fino ad ora e gli ha permesso di indebitare la città e la provincia per inseguire sogni di gloria  simil-europei, sempre "strategici", ma anche per fare assunzioni di parenti ed amici, consulenze a gogò, missioni all’estero, riviste patinate, stati generali, fotografie europee, “marchetting territoriali”, società e holding, e chi più ne ha, più ne metta.
Varie sono le concause che fino ad adesso hanno garantito questa totale impunità politica:
Da una parte ci sono ancora molti i cittadini che portano la dovuta riconoscenza alle amministrazioni degli ultimi venti anni, dove tutto non sarà stato perfetto, ma dove esisteva quella tensione etica tale da portare il benessere collettivo al primo posto, e non, come ora, di un piccolo circolo ristretto di oligarchi autoreferenziali.
Un altra concausa è che fino a ieri i flussi di denaro passavano quasi tutti da Roma, perfino le decisioni sul livello di tassazione passavano da Roma e pertanto era facile scaricare i costi della mala-politica  locale su altri soggetti lontani.
Fortunatamente questo sta lentamente cambiando, ed è uno degli aspetti positivi del federalismo fiscale: oggi se mi aumenta la retta dell’asilo o l’RC auto so a chi devo questo bel regalo: all’incapacità di governare parsimoniosamente dei nostri allegri amministratori.
Pertanto, se incontrate per strada Vignali, Villani, Bernazzoli o qualche altro Politico beneficiato,  fatevi offrire un caffè, tanto… ve lo devono.
Raffaele Il pensiero verde

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