lunedì 25 giugno 2012


Si deve sistemare chi ha fatto anche 100 tessere. Adesso ci sono le regionali bimbi miei, lì non si fanno scherzi, io non posso fare nomi, ma c’è qualcuno che ha cacciato 2 mila euro e non c’entrava nulla con la politica
Ecco quanto un tesserato Pd faceva sapere al sindaco di Foligno, poco prima delle regionali in Umbria. Il tutto fa parte di un’inchiesta che sta terrorizzando i democratici umbri e che vede indagati numerosi piddini: l’ex governatrice Maria Rita Lorenzetti, l’ex vicepresidente della giunta Carlo Liviantoni, l’ex assessore al Bilancio (appena nominato assessore allo Sviluppo economico) Vincenzo Riommi, l’ex assessore alla Sanità Maurizio Rosi e il consigliere regionale Luca Barberini e l’ex capo di gabinetto di Lorenzetti.
Abuso d’ufficio, finanziamenti illeciti, falsità ideologica e materiale. Queste le numerose accuse e gli inquirenti scrivono:
Diverse persone erano state assunte in amministrazioni pubbliche senza concorso, in quanto legate da vincoli di parentela con alcuni amministratori o perché vicini politicamente agli stessi e in grado di procurare voti
Assunzioni pilotate nelle Asl, addirittura prove d’esami manomesse per favorire i piddini, autorizzazioni regionali di richieste d’assunzioni modificate a mano. Per i magistrati la “cosa pubblica” è stata usata come “proprietà del Pd”
D’altronde la sanitopoli delle assunzioni politiche è facilmente comprensibile leggendo alcuni dati: la piccola Umbria (900 mila abitanti) ha 5 aziende sanitarie locali, 2 aziende ospedaliere, 1 agenzia sanitaria per gli acquisti e 5 comunità montane, una persino del lago Trasimeno, con soli 525 mila ettari di monti e ben 964 dipendenti.
Ecco la mafia piddina
(fonte web)

giovedì 21 giugno 2012


Riforme inique, approvato il finto taglio dei deputati.

Al Senato passa quasi all'unanimità (solo 111 voti contrari) la riduzione del numero dei deputati: da 630 attuali a 508

MODIFICHE ALL'ART.56 - L'art. 1 del ddl sulle riforme approvato giovedì dall'aula del Senato interviene sull'art.56 della Costituzione, relativamente al numero dei deputati e ai requisiti anagrafici per l'elettorato passivo. L'articolo viene modificato nel senso che il numero dei deputati è di 508(invece degli attuali 630), otto dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

BOCCIATI EMENDAMENTI DELLA LEGA - L'aula del Senato non ha approvato gli emendamenti che chiedevano di portare il numero degli onorevoli sotto la soglia dei 508 previsti dal testo uscito dalla commissione con l'appoggio della maggioranza Abc. Alcuni proponevano di dimezzarne il numero rispetto agli attuali 630 previsti in Costituzione. Altri, come uno della Lega a doppia firma Roberto Calderoli-Sergio Divina, chiedeva di sforbiciare ulteriormente i deputati a 200. Respinti anche un altro emendamento targato Carroccio che riduceva a 315 (uno analogo era stato presentato da Adriana Poli Bortone di IO Sud assieme a Coesione nacionale) e uno dell'Idv che chiedeva di tagliare a 300. Roberto Castelli (Lega) stigmatizza la decisione della maggioranza dell'aula di non approvare le proposte di dimezzamento. «Così domani- dice- i giornali diranno che la casta ha fatto finta di tagliare i parlamentari».

lunedì 18 giugno 2012



EURO??? truffa
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Euro, arriva la conferma dell’UE: ci hanno sempre truffato
13 martedì mar 2012
di Francesco Filini
Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’€uro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perchè le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’EUROSISTEMA. Ma cos’è quest’Eurosistema? 
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” 
Questa è la definizione che si legge sulsito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:
IT
E-000302/2012
Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione
(12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario,ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:
La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Manessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (Draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.
A tutti noi un in bocca al lupo.
 fonte blog "Padania e Libertà"

domenica 10 giugno 2012

E IO PAGO !!


Anna Maria Tarantola, attualmente vicedirettore di Bankitalia, è stata "indicata" da Monti come NUOVO PRESIDENTE della RAI.

E' indagata sul caso dei prodotti finanziari tossici messi sul mercato dal Banco di Napoli, oggi nel gruppo Intesa San Paolo, e dal Monte dei Paschi di Siena. 

Ora prende 441mila euro, alla RAI ne prenderà altri 500mila.



E IO PAGO !!

mercoledì 6 giugno 2012

Comunicato a cura di Andrea Zorandi

L'ultima relazione del commissario Ciclosi ha evidenziato ancora una volta quanto fossero giusti i giudizi e le critiche espresse dalla Lega Nord di Parma sull'attivita' politica e amministrativa della decaduta giunta Vignali. Coincidono altresì i giudizi morali ed etici correttamente espressi in una relazione "finale" che stronca definitivamente il sistema Parma unitamente ai politici e ai partiti che lo hanno creato e mantenuto; quanto evidenziato, ripropone tutti i dubbi gia' da tempo da noi espressi su quanto succedesse all'interno dei palazzi dell'amministrazione comunale di Parma, consolidando anche la nostra idea che le vicende giudiziarie che hanno portato alle dimissioni del sindaco Vignali e della sua giunta siano solo una parte degli intrecci, dei legami, dei clientelismi e favoritismi che dominavano la vita amministrativa del comune di Parma. La sezione di Parma citta' della Lega Nord, forte della coerenza e trasparenza dimostrata in questi anni, si permette di chiedere al nuovo sindaco Pizzarotti di promuovere e pretendere una forte azione di risanamento generale che non riguardi solo le disastrate finanze comunali ma in egual misura la correttezza etica e l'integrità morale del sistema amministrativo, senza le quali non sarà possibile far uscire Parma dalle sabbie mobili in cui e' stata fatta cadere e  prevarranno definitivamente i sistemi malavitosi tanto presenti in città del Sud, ma in forte espansione anche al Nord anche se incredibilmente sottaciuti da tanti. Sarebbe un segnale forte e inequivocabile che i cittadini di Parma chiedono per recuperare sicurezza sia personale che economica e un'immagine della nostra città più consona alle nostre tradizioni e cultura.

Segreteria politica della sezione di Parma citta' della Lega Nord Padania

lunedì 4 giugno 2012


Salvini segretario in Lombardia, Tosi in Veneto.

Nella sfida carsica tra il barbaro sognante e l'ex segretario della Lega il primo conquista due importanti avamposti nel risiko padano: la Lega Lombarda e la Liga Veneta. In Lombardia infatti è fresco di elezione Matteo Salvini, il discusso consigliere milanese che ha conquistato la segreteria del Carroccio lombardo con un voto quasi plebiscitario, trionfando sul sindaco di Lazzate, il bossiano Cesarino Monti. In Veneto, invece, dopo 15 anni di segreteria targata Giampaolo Gobbo, vince Flavio Tosi, sindaco di Verona tra i più amati d'Italia. Al delfino di Maroni, che ha battuto Massimo Bitonci con il 57% dei voti, spetta il compito di riannodare i fili tra il partito e i militanti e riconquistare il consenso, appannato dalle recenti inchieste giudiziarie. Sfide importanti che non riguardano solo la Liga Veneta ma tutto il partito chiamato ad affrontare, ora, un appuntamento importante come il congresso federale. Lì si giocherà la partita finale per la segreteria del Carroccio che vede Maroni tra i favoriti. Di sicuro le due bandierine messe su Lombardia e Veneto per i barbari sognanti sono un segnale forte in vista di quell'appuntamento.

IL NUOVO ASSETTO DELLA LEGA NORD
Maroni, nuovo Segretario Lega Nord

Salvini, nuovo Segretario della Lega Nord in Lombardia.  Rainieri, nuovo Segretario della Lega Nord Emilia
                          Tosi, nuovo Segretario della Lega Nord Veneto

giovedì 31 maggio 2012


















Il Deputato Fabio Rainieri mentre personalmente carica il Camion destinato alle zone terremotate.

martedì 29 maggio 2012

TERREMOTO: RAINIERI (LNP), BASTA PAROLE, ORA I 
FATTI

"Servono interventi immediati a sostegno della popolazione emiliana che continua a essere colpita da terremoti. Non basta una visita tardiva seguiti dalle telecamere tanto per farsi vedere. Gli emiliani vogliono fatti, non parole".
Lo chiede Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia invitando il Governo e la Regione a muoversi immediatamente a sostegno delle terre colpite dai terremoti.
"La situazione che l'Emilia si trova a fronteggiare in questi giorni e' drammatica. Per questo - spiega - chiediamo un deciso intervento del Governo a sostegno delle popolazioni colpite. Come Lega Nord ci siamo da subito attivati a sostegno della nostra gente e continueremo a farlo in tutte le sedi per garantire sicurezza e aiuti alla nostra gente".

domenica 20 maggio 2012


Impressionante il numero di forze messe in campo a favore di Bernazzoli, al limite dell'incredibile. Sulla Gazzetta, a partire ovviamente dal direttore, vi è una fortissima presa di posizione a favore di Bernazzoli anche da parte di università, associazioni, forze dell'ordine, sindacati. Probabilmente la paura di perdere, o anche solo lontana prospettiva, ha fatto cadere qualsiasi senso etico da parte di personalità che dovrebbero essere superpartes.
Dovremo ricordarci di queste persone quando presto si lamenteranno per la condizione della nostra città che non potrà che peggiorare.
Purtroppo la nostra voce è rimasta in gran parte inascoltata; nonostante questo continueremo ad affermare come la verità sia unica e non interpretabile:
Bernazzoli ha avuto un ruolo importante in molti dei processi che hanno portato e porteranno ad un continuo impoverimento economico sociale e culturale del nostro territorio. Come presidente della provincia avrebbe avuto la possibilità di contrastare:
1) La folle deriva di Banca Monte dove la provincia ha partecipato senza nulla dire al finanziamento di operazioni in perdita
2) Il consumo di territorio, la speculazione immobiliare, i centri commerciali. Qui la provincia poteva esercitare un controllo e non lo ha fatto.
3) Il sistema delle multiutilities lontane dal territorio e che impoveriscono le ditte locali è fortemente appoggiato dal PD
4) La TEP è partecipata dal 50% dalla provincia e si è preferito investire svariati milioni di euro in pericolose operazioni finanziarie piuttosto che rinnovare il parco automezzi.

Tutto questo per dire che Bernazzoli rappresenta un collaudato sistema di potere che in provincia non disdegnava di fare accordi con l'odiato PDL e che ora si propone come politico illuminato e disinteressato, a favore dei cittadini.
Purtroppo la voce della Lega Nord che da sempre lotta contro questo sistema di potere è rimasta in gran parte inascoltata. Però non possiamo mollare perchè ne va del nostro futuro, dei nostri valori, della nostra storia e del nostro territorio.

Emiliano

lunedì 7 maggio 2012

Molossi....


La linea editoriale di Molossi sulla gazzetta è stata ancora una volta di una  meschina sudditanza.
Dopo innumerevoli episodi ancora una volta il giornale di Parma ed evidentemente il suo direttore hanno dato prova di meschina dipendenza e così non ha perso occasione per evidenziare anche il giorno delle elezioni, un articolo rivolto all’ormai famosa laurea che ancora in fase di accertamenti i giudici ritengono ottenuta in Albania da parte del figlio di Bossi. Nonostante qualcuno, fasullo come lui potrà avere apprezzato queste linee editoriali rappresentano per la democrazia e la libera informazione un’altra figuraccia, a breve distanza di quella fatta con gli articoli pubblicati in occasione del giorno del funerale del consigliere Provinciale della Lega Nord Ablondi .

Penso che l'attacco di Molossi sia davvero meschino e spudorato e non riesce a passare inosservata la forzatura e la manifesta gratuità di questo servizio palesemente rivolto a screditare il movimento e peraltro praticamente preso in toto da un altro quotidiano.

ilpensieroverde

sabato 5 maggio 2012

Ciclosi dica la verità ai Parmigiani !!!


Perché il Commissario Ciclosi non comunica il debito complessivo del Comune di Parma e delle sue partecipate?
Perché il Commissario Ciclosi non rivela dall'analisi degli atti amministrativi i responsabili del dissesto finanziario del Comune e delle sue partecipate?
Ed inoltre perché il Commissario Ciclosi non ha fatto chiarezza sulla gestione passata delTeatro Regio? Eppure di documenti scottanti ce ne sono!!!
Perché nei confronti dei politici e dei dirigenti, di quelli che hanno prodotto un così grave danno alla città non sono state attivate le dovute azioni di responsabilità?
Eppure il Commissariamento aveva questo preciso dovere: rilevare il debito e le responsabilità, nel contempo svolgere l'ordinaria gestione amministrativa. Ma in questi sei mesi (da Ottobre 2011 a Aprile 2012) questi obiettivi non sono stati perseguiti.
Non le pare Commissario Ciclosi che la città doveva essere informata e i responsabili individuati, prima che altre risorse economiche fossero utilizzate per alimentare i progetti del danno?  Prima che le nuove tasse, da lei applicate con la massima aliquota, agiscano indiscriminatamente come una mannaia sulla testa degli inconsapevoli cittadini?
Non solo, lei tace, Commissario Ciclosi, ma molte delle sue iniziative amministrative non rientrano nella gestione provvisoria commissariale, ma incidono sulle scelte strategiche future della città. E lei non ha titolo per farlo! E se lo fa è da irresponsabile regime burocratico!... calpestando i cittadini.
Commissario Ciclosi, le sue nomine imposte, del tutto discrezionali, ai vertici di società, senza una logica strategica; il suo intervento sulla pianta organica del Comune; la scelta di voler affittare per 20/30 anni il Palazzo del Governatore, simbolo identitario della città; la produzione di un bando per Sovrintendente, inattuale e dispendioso per un teatro di tradizione, peraltro in difficoltà economica; metter mano allo statuto della Fondazione;rinnovare una convenzione a dir poco illegale con una orchestra a chiamata; l'intervento inopportuno e maldestro (in particolare su SPIPnel piano strategico varato da Varazzani(che aveva portato ad una soluzione positiva per STU Stazione con la ristrutturazione del debito) per salvare il salvabile di STT; la vicenda con Stelio Manuele; tutti atti su cui il nuovo sindaco eletto dai cittadini, con imbarazzo, dovrà metter mano e porre rimedio. Il suo commissariamento risulterà quindi inutile per non dire dannoso.
La mancanza di verità sul passato, e le sue nefaste scelte di governo sono indicatori dell'esercizio di un inefficace regime burocratico, di cui avremmo fatto a meno dopo le gravose eredità amministrative.
Tutto svolto nell'assoluta, voluta, incapacità di comunicare. Sembra infatti che l'unico con cui lei abbia trovato feeling, tanto da volerla votare come sindaco (Il Nuovo di Parma), sia statoAntonio Costantino:  una garanzia per la sua vecchiaia da lobbista in Proges?
Se questo è il commissariamento... di un Prefetto, di quale Stato parliamo? (Parma, 
fonte luigiboschi.it

Parma al voto !! I Parmigiani sapranno risvegliare le loro coscienze !!?

Siamo alle ultime battute. Il 6/7 maggio si vota per il nuovo sindaco di Parma.
C'è chi ha saputo fare sintesi politica e potrebbe farcela al primo turno. Dipenderà dalla maturità della città, capace di andare oltre l'astensionismo e/o la sterile protesta. Saper vedere oltre la divisione pregiudiziale di fazione. Capace di dare un segnale forte a chi ha gestito una debacle politica e amministrativa in nome di un modernismo senza progetto, di realizzazioni fuori scala, di uno spreco senza precedenti di risorse pubbliche. Tutto in cambio di niente... meglio di un danno! Ma soprattutto per la pochezza del valore etico e della deriva gestionale della cosa pubblica che è rimasta come residuo della barbarie. Se si pensa che a sovrintendere tutto questo non c'era solo il Sindaco Pietro Vignali, ma pure il suo Vicesindaco Paolo Buzzi, il Presidente del Consiglio Comunale Elvio Ubaldi, il direttore Generale Carlo Frateschi, il Segretario Generale Michele Pinzuti, l'Ispettore generale Stelio Manuele. Non può che sorgere una domanda: ma che ci stavano a fare? Che cosa sovrintendevano? Le loro remunerazioni e i loro interessi! La cosa pubblica era divenuta solo un complemento a loro funzionale. 



fonte luigiboschi.it

martedì 1 maggio 2012

Ma questa è politica? 
O meglio, dobbiamo lamentarci della politica o dei politici? 
Chi ha fallito non è la politica, bensì una parte (si, giusto, cospicua) degli individui che la personificano! 
“Homo homini lupus”, ovvero l’uomo è lupo per l’uomo, vale a dire che il problema stesso della collettività risiede quasi sempre all’interno della stessa.
Negli scorsi anni, a Parma, abbiamo scelto le persone sbagliate!
Chi va abbandonato e punito è chi ricerca favoritismi dalla propria posizione di politico, non l’idea di politica. Chi sbaglia deve pagare, ma la politica è un ottimo metodo di organizzazione di una qualunque comunità, se non c’è politica c’è dittatura: di un singolo uomo o del caos, ma è pur sempre una forma di NON governo sbagliato per definizione.
Non serve l'antipolitica, servono persone oneste, ma se oggi crediamo che chiunque faccia politica non lo sia, allora l’unico modo per cambiare le cose è impegnarsi in prima persona per cambiare le cose.
Non votare non è un incentivo a modificare la situazione, è un aiuto al rafforzarsi di coloro che si sta criticando. I disonesti sono ovunque, così come lo sono gli onesti; le decisioni giuste, sbagliate, discutibili, ciniche o impopolari sono state prese da chiunque si sia messo in gioco, e di sicuro non potrà mai essere apostrofato come pessimo politico chi non ha mai fatto nulla per cercare di cambiare le cose: anche solo andando a votare!
Fatelo! Andate a votare e scegliete un VERO RINNOVAMENTO!



Andrea Zorandi 

lunedì 30 aprile 2012

VOGLIA DI FEDERALISMO !!



Italia, addio. E' quello che vorrebbero dire in molti sardi, ai quali l'autonomia regionale non basta più. Sono addirittura nove su dieci gli abitanti della Sardegna che vorrebbero un governo locale con più poteri. C'è chi si accontenterebbe di una piena autonomia economica, dal punto di vista fiscale. Ma in tanti, il 40%, vorrebbero addirittura l'indipendenza.
I sorprendenti dati arrivano da una ricerca dell'Università di Cagliari, presentata negli scorsi giorni in Scozia, a Edimburgo. Ed è proprio il caso scozzese a essere spesso preso dai sardi come riferimento, in particolare l'annunciato referendum per la secessione dall'Inghilterra. Insomma, la quasi totalità degli abitanti dell'isola si sente più sardo che italiano.
Secondo la maggior parte degli intervistati, è la terra il richiamo più forte. Il sondaggio si prefiggeva l'obiettivo di indagare sulla percezione della specialità politica della regione. Il test, strutturato con oltre 40 domande su identità, autonomia e istituzioni regionali, ha dato però un esito forse imprevisto. Sicuramente non era attesa una partecipazione così alta: il questionario, infatti, era molto complesso. Sia nella modalità che negli argomenti trattati. Eppure sono stati in seimila i sardi che hanno voluto rispondere e inviare il loro questionario compilato.
"Questi temi hanno una rilevanza essenziale in tutta Europa ma nessuno aveva pensato prima di chiedere ai sardi che cosa ne pensavano", spiega a L'Unione Sarda Gianmario Dimurro, docente di Diritto costituzionale presso l'Università di Cagliari. E' lui che, insieme a due collaboratori della cattedra di Statistica della facoltà di Economia, ha presentato i risultati del sondaggio a Edimburgo.
L'80% degli intervistati pensa che il Consiglio regionale dovrebbe avere più poteri, anche se in parecchi danno un giudizio negativo dell'istituzione locale. E tra il 40% di coloro che vorrebbero addirittura l'indipendenza, il 30% vorrebbe una repubblica autonoma dall'Italia ma all'interno dell'Unione Europea. Il 10%, invece, vorrebbe uscire contemporaneamente sia dall'Italia sia dall'Unione Europea.
E il legame con la Scozia non è casuale. La Sardegna si sente molto vicina al caso scozzese, dove lo Scottish National Party ha ormai guadagnato la maggioranza in Parlamento. Negli anni Novanta, proprio un sondaggio paragonabile a questo fece capire ai politici scozzesi che i loro cittadini avrebbero voluto l'indipendenza. Strada che poi è stata percorso fino al prossimo referendum. I risultati definitivi della ricerca saranno resi noti a fine maggio.

ILPENSIEROVERDE.COM  fonte web

giovedì 26 aprile 2012

"La decisione del governo di acquistare 400 nuove auto blu è sconvolgente. Abbiamo un parco auto che ci costa ogni anno 4 miliardi di euro, una piccola finanziaria". "Mentre l'Italia sta bruciando è assurdo che il governo spenda altri 10 milioni di euro in veicoli. Fatta una interrogazione parlamentare la risposta è che gli acquisti servono ad ammodernare il parco auto con macchine di cilindrata inferiore ai 1.600". E sulla 'moda' del Governo di avere macchine di rappresentanza afferma: "Nel resto d'Europa si chiede ai ministri diraggiungere il posto di lavoro con i mezzi, è una cosa inconcepibile come si comportano i governanti qui da noi"